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Anziani in cammino

A compendio del post precedente sull’argomento del Nordic Walking vi propongo  un estratto dal progetto della Asl distrettuale:  “Anziani in cammino” che ben si inserisce nella nostra analisi   di questa tecnica.

nordic

L’inattività fisica è senza dubbio uno dei maggiori fattori che contribuiscono all’aumento di malattie croniche dei nostri giorni. La promozione di stili di vita attivi deve pertanto divenire un elemento fondamentale di ogni futura strategia di salute pubblica.

Nonostante i dimostrati benefici dell’attività fisica, i livelli a cui viene praticata nei paesi avanzati è molto bassa a tutte le fasce di età e particolarmente in quella degli ultrasessantacinquenni, principale obiettivo di questo progetto.

In particolare nella popolazione anziana l’incentivazione dell’attività fisica deve essere valutata anche per il peso che le malattie croniche, la compromissione dell’autosufficienza e la disabilità hanno sull’economia della società e delle famiglie e sulla qualità della vita individuale.

La maggioranza della popolazione, maschi e femmine, risulta o non attiva oppure lo è ma a livelli che non la “proteggono” dalle malattie cronico-degenerative. Soprattutto è evidente che rispetto a 20-30 anni fa l’attività fisica è diminuita come parte della vita quotidiana: sono fortemente diminuiti i lavori manuali e le componenti più fisicamente attive di quelli domestici; la bicicletta non costituisce più un significativo mezzo di trasporto ed il traffico automobilistico obbliga ad affidare gli spostamenti individuali a mezzi a motore propri rispetto a quelli pubblici; sempre meno sono gli edifici di più piani senza ascensore. Pertanto gli ausili della vita moderna rappresentano delle vere e proprie barriere sfavorevoli agli stili di vita corretti.

Occorre quindi operare un consistente cambiamento culturale per introdurre, in modo sistematico e continuo, comportamenti come l’attività fisica, utili a mantenere salute ed efficienza anche nella terza e quarta età.

Interventi sulla promozione dell’attività fisica attuati in ambito distrettuale

Nel corso degli anni 2007 e 2008 numerosi sono stati gli incontri organizzati, nell’ambito dei progetti di educazione alla salute, presso i CDA e Università della 3^età.

Sono stati illustrati da parte del Medico dello Sport gli effetti fisiologici dell’invecchiamento a livello fisico e comportamentale e i benefici che un’attività fisica non intensa ma regolare è in grado di apportare. E’ stato sottolineato il concetto di “dose” di esercizio fisico che ciascuno è in grado di mettere i pratica con semplici accorgimenti , anche in presenza di patologie che possono rappresentare un freno mentale all’attuazione di programmi di movimento.

Un ostacolo all’attuazione vera di tali programmi, se affidati al singolo, è la dimostrata riduzione nel tempo della “compliance” all’esercizio fisico: tutte le iniziative in tal senso infatti, dopo l’entusiasmo iniziale, osservano un calo  progressivo di adesione, sia negli anziani in buona salute che in quelli avviati ad un programma specifico di riabilitazione dopo un evento cardio-vascolare.

Le diseconomie dell’inattività

Le malattie croniche interessano il 14,7 % della popolazione compresa fra i 25 e 34 anni, il 63,3% quando si considera la popolazione tra i 60 e 64 anni, mentre la percentuale sale a 74,4% tra 65 e 74 anni e all’82,3 per la popolazione di 75 anni e più.

Per le persone anziane una “buona salute” corrisponde alla capacità di mantenere un soddisfacente equilibrio tra gli effetti della eventuali malattie croniche e la capacità di compensarli con adeguati trattamenti terapeutici e mediante l’adozione di stili di vita adatti alle patologie in corso.

La non autosufficienza è un problema centrale per gli anziani e di conseguenza per le famiglie e la società ed è un problema che tende ad aggravarsi sia per il crescente invecchiamento della popolazione sia per le crescenti difficoltà economiche a farvi fronte.

Secondo un’indagine Censis-La Repubblica relativa al 2004 tra le principali tendenze è riscontrabile un aumento della non autosufficienza: nel triennio 2001-2004 la percentuale di ultrasessantenni che non è in grado o ha parecchie difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane è passata dal 6,7 all’8,2. In questo complesso fenomeno 2 elementi pesano in modo rilevante: il grado di istruzione e la povertà;  soprattutto gli anziani più istruiti considerano l’adozione di uno stile di vita sano uno dei fattori fondamentali nella tutela del patrimonio salute.

Pertanto la promozione dell’attività fisica non solo è una componente irrinunciabile di ogni piano rivolto a migliorare lo stato di salute e la qualità della vita nella popolazione anziana, ma deve essere rivolta in particolare a quegli strati sociali che meno hanno la possibilità di condividere obiettivi, metodi e mezzi connessi con la pratica di una regolare attività fisica.

Il ruolo delle Istituzioni

Al fine di introdurre e consolidare comportamenti e stili di vita che creino una cultura generalizzata a sostegno dell’attività fisica nella 3^età, è necessaria un’azione concertata di un’ampia gamma di operatori: le istituzioni politico-amministrative, le organizzazioni che promuovono e gestiscono le attività sportive e del tempo libero, le associazioni di volontariato.

Il loro contributo nell’ambito del progetto è quello di dare vita ad iniziative di promozione del cammino rivolte agli anziani ultrasessantacinquenni: il ruolo trainante e di fidelizzazione del gruppo consentirà di reclutare anche i soggetti “fragili” o isolati. Camminare è un’azione molto semplice e accessibile a buona parte della popolazione anziana, in cui vi è un’ampia evidenza di benefici sulla resistenza aerobica, sul tono muscolare e sul livello di autonomia funzionale. La relativa semplicità, associata all’assenza di costi per i praticanti, permette di identificarla come pratica motoria preferenziale in uno stile di vita attivo.

OBIETTIVO GENERALE

Promuovere e favorire l’adozione di stili di vita sani attraverso l’incremento dell’attività fisica nella vita quotidiana

A cura del MdL Cav. Felice Cattaneo

Propongo di costituire un gruppo di  Maestri del Lavoro interessati e programmare uscite didattiche di Nordic Walking nel parco di Monza, ambiente ideale per questa salutare attività fisica.

L’istruttore Daniele Frigerio, esperto istruttore di NW che abita a Sovico  5Km da Monza, da me contattato

si rende disponibile con piacere a dare lezioni pratiche ed accompagnare i walker nei percorsi.

Attendo quindi vostre adesioni

MdL Cav. Felice Cattaneo

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