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Gita sociale a Roma Agosto 2009

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1° giorno

Recita un detto famoso che “il mattino ha l’oro in bocca”. Ebbene all’alba del 7 settembre è iniziata la meravigliosa avventura che ha portato 31 partecipanti del Consolato Provinciale dei Maestri del Lavoro di Monza e Brianza a visitare Roma.

Neppure il tempo di bere un caffè, ma a quell’ora i bar sono ancora chiusi (bei tempi quelli passati  quando alle 5 del mattino trovavi  caffè e edicole  aperti !!), che il nostro pullman della Frigerio Viaggi, con alla guida il prode Germano era già puntuale all’appuntamento.

Il Console Cattaneo, supportato dal vice Console Simonassi e dal  segretario Marconcini, provvedeva all’appello e poi……… via si parte;una sosta breve per caricare il Maestro Casiraghi e il mezzo infila la tangenziale per raccordarsi a percorrere l’autostrada del sole.

Onestamente nel cuore di ciascuno dei partecipanti vi era la recondita speranza che varcato il casello autostradale ci si fermasse per una breve sosta “caffè”.

Ma il programma, che in tutti i giorni della visita è stato rispettato direi in modo perentorio senza sbavature, prevedeva la sosta all’autogrill “Cantagallo” in quel di Casalecchio di Reno (BO).

Dopo il benvenuto e i ragguagli sul programma da parte del Console Cattaneo sul pullman calava il silenzio e tra una dormicchiattina e l’altra o qualche lettura ci si abituava al viaggio.

Finalmente verso le 8,30 , giunti a Cantagallo, potevamo sgranchirci le gambe, bere un caffè ed espletare i nostri bisogni personali.

Una sosta di circa un’ora che ha rigenerato lo spirito ed il corpo.

Di nuovo in viaggio ma ormai l’atmosfera era cambiata; si incominciava a parlare e si iniziava a far conoscenza tra i partecipanti, considerato che non tutti si conoscevano tra loro. Chi scrive, essendo di un’altra zona, ha avuto quindi la possibilità di iniziare già dal viaggio alcune conoscenze che al termine sono risultate decisamente fantastiche.

Dopo un’altra breve sosta, necessaria e lodevole, all’incirca verso le 12,30 siamo arrivati ad Orvieto.

Da subito il Maestro Lastrica, che ad Orvieto aveva prestato servizio militare come Ufficiale, ha preso in mano la situazione e con maestria ci ha “fatto da guida”.

La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell’Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 metri s.l.m.,  e domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall’azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un’enorme quantità di materiali.

Mentre alcuni maestri  temerari salivano verso la città a piedi attraverso gli stupendi vicoli, il gruppo, utilizzando la navetta,  si recava all’appuntamento godereccio presso un ristorante tipico.

Sistemazione buona, come pure il pranzo ed il ..vino..

Ad accoglierci presso il ristorante vi era il Console di Perugia Gianpaolo Censini con la sua gentile consorte.

Dopo un saluto  da parte del Console Cattaneo al Console Censini e da parte di quest’ultimo a tutti i partecipanti vi è stato lo scambio dei doni. Il console Cattaneo ha donato il gagliardetto del consolato ed una pubblicazione sul territorio monzese. Il console Censini……………………………………………

Inoltre a tutti i partecipanti è stato offerta una confezione di baci perugina ed una tavoletta di  cioccolato  fondente nero , originariamente denominata tavoletta Luisa in onore della cofondatrice della Perugina Luisa Spagnoli.

Dopo il pranzo una visita alla città di Orvieto ai suoi caratteristici borghi ed ai negozietti di ceramiche nonché al capolavoro dell’archittettura  gotica che è la cattedrale di Orvieto (il Duomo).

“La costruzione della chiesa, avviata nel 1290 per volontà di papa Niccolò IV allo scopo di dare degna collocazione al Corporale del miracolo di Bolsena, si protrasse per circa un secolo. Nel 1310 venne chiamato a dirigere il cantiere Lorenzo Maitani: sua è l’ideazione della fastosa facciata attuale, considerata una sorta di trittico impreziosito da mosaico e sculture, e aperto al centro dal magnifico rosone. I rilievi scolpiti sono attribuiti al Maitani stesso e a vari artisti minori del XIV secolo. Notevole è il portale centrale inquadrato come i due laterali da un profondo strombo e rivestito da lastre bronzee che narrano opere di misericordia. L’interno è di una semplicità severa e toccante: a pianta basilicale e suddiviso da pilastri circolari in tre navate, di cui la centrale coperta da capriate lignee, deriva l’elegante omogeneità stilistica dall’alternanza delle fasce orizzontali bianche e nere, di matrice toscana.

Spicca tra le numerose opere d’arte conservate nel Duomo il preziosissimo Reliquiario del Corporale, che riproduce la sagoma tripartita della facciata del Duomo con raffinate scene della Vita di Cristo e scene del miracolo di Bolsena realizzate in smalto traslucido. Capolavoro assoluto dell’arte Gotica, si trova nella splendida cappella affrescata da tre pittori orvietani, ove pure è ospitata la Madonna dei Raccomandati. Notevole poi l’affresco raffigurante Due angeli reggenti lo stemma dell’Opera del Duomo. Ugualmente interessante è il Fonte Battesimale sormontato da una statua di San Giovanni Battista.”

Nel Duomo di Orvieto, dove un sottofondo di musica sacra accompagna i visitatori all’improvviso si eleva una canto. Il Maestro Guarnieri tra lo stupore generale ha intonato l’Ave Maria. I visitatori si sono tutti fermati in silenzio ad ascoltare ed è stata sospesa, per il tempo del canto, la musica nella cattedrale.

Una sensazione che a dir poco a fatto correre i brividi per l’intensità del canto e per la passione del cantore.

Lo stesso Guarnieri si è poi ripetuto nei vicoli della città sempre tra lo stupore dei passanti e degli innumerevoli turisti.

Ritemprati da cotanta beltà, chi a piedi chi in navetta, la compagnia riprendeva il viaggio verso Roma, dove tra un giro ed un altro, tra la tortuosità di monte Mario e i sensi unici, giungevamo verso le 20 al PARK Hotel dei Massimi sede del nostro alloggio romano.

Dopo l’assegnazione delle camere, una veloce rinfrescata e finalmente… ancora a tavola.

Dopo la cena si è approfittato del tempo rimasto  per conoscersi e per scambiare impressioni  sulla giornata trascorsa.

Poi tutti a nanna perché la sveglia era prevista per le ore 6,30

2° giorno

Inutile dire che la mattina dell’ 8 settembre, a dispetto dei più, tutti erano arzilli e pimpanti e pronti alla faticosa giornata in programma.

Vi chiederete perché così presto?

Semplice. Dovendo visitare i musei vaticani, dove notoriamente i tempi di attesa vanno da una a due ore a secondo del tempo e dei visitatori, noi avevamo l’appuntamento per le ore 8,30 con la nostra guida.

Colazione abbondante e partenza per la città del Vaticano.

Ad attenderci presso l’ingresso del museo abbiamo trovato la nostra guida “Antonino” simpaticissimo romano dalla parlata sciolta e facile che con abilità ed arguzia ci ha  condotto nella visita giornaliera ai musei ed al tour della città.

Dopo esserci dotati di cuffie e transistor, necessari per l’ascolto delle spiegazioni, abbiamo iniziato la visita  ai musei.  “ Antonino”, raccomandando a tutti di seguire le sue indicazioni, ci informava che durante il  tour si sarebbe soffermato a spiegare, per quanto possibile, degli elementi architettonici importanti delle gallerie e la  storia degli edifici.

Il percorso definito per la nostra visita prevedeva una durata di circa 2 ore e mezza e, nonostante l’enorme afflusso di visitatori, grazie alla bravura della guida ma soprattutto all’attenzione ed alla disciplina del gruppo siamo riusciti a vedere le cose più importanti soffermandoci anche su aspetti e su particolari di notevole rilievo rispettando il programma.

“I Musei Vaticani includono il Museo Pio Clementino, l’Appartamento Borgia, il Museo Egizio, il Museo Etrusco. Dall’entrata il percorso conduce lungo la Galleria dei Candelabri, degli Arazzi, delle Carte Geografiche fino alle Stanze di Raffaello. Costruite inizialmente sotto Nicolò V, periodo nel quale qui dipinsero Andrea del Castagno e Piero della Francesca, nel 1508 Giulio II farà riprendere la decorazione ad un gruppo di artisti scelti da Donato Bramante tra i quali il Perugino, Baldassarre Peruzzi, il Bramantino e Lorenzo Lotto. Su suggerimento dell’architetto Donato Bramante la decorazione venne affidata in seguito dal Pontefice Giulio II al giovane Raffaello. Proseguendo lungo il percorso del museo s’incontrano le Logge di Raffaello e l’Appartamento Borgia.”

Dopo l’ingresso, in stile decisamente moderno e strutturato per ricevere flussi di turisti da tutto il mondo, abbiamo visitato  alcune sale con statue e sarcofagi (famose le due urne cinerarie) per poi dedicare l’attenzione ad alcune gallerie e stanze di notevole pregio artistico.

La Galleria degli Arazzi è la stanza dove abbiamo potuto ammirare i suoi enormi e antichi arazzi; furono commissionati nel sedicesimo secolo da Papa Clemente VII per decorare la Cappella Sistina. Questi arazzi furono ideati dagli studenti di Raffaello e tessuti a Bruxelles. Gli arazzi rappresentano varie scene del Nuovo Testamento, come l’Adorazione dei Magi, il Massacro degli Innocenti, e la Resurrezione.

Adiacente vi è l’affascinante Galleria delle Carte Geografiche. La galleria è lunga 120 metri e ci  sono voluti 3 anni per dipingere i suoi 40 pannelli. Queste mappe topografiche sono la prima rappresentazione completa delle varie parti dell’Italia.

Era uno spettacolo anche vedere il gruppo di fronte alla carta geografica della Transpadania, ricercare ognuno il proprio paese….

Dalle finestre di questa galleria è stato possibile ammirare gli stupendi Giardini Vaticani.

Abbiamo proseguito quindi verso le Stanze di Raffaello. Queste 4 stanze, che erano originariamente la residenza papale, sono ricoperte quasi completamente da affreschi dei maestri del Rinascimento dell’inizio del sedicesimo secolo.

Stanza della Segnatura – Questa stanza fu originariamente la libreria personale e l’ufficio di Papa Giulio II e fu la prima affrescata da Raffaello. Gli affreschi di questa stanza sono i più famosi ed i quattro principali rappresentano la fusione tra i temi classici e cristiani. “La scuola di Atene” rappresenta molti artisti contemporanei a Raffaello, come Michelangelo, Leonardo da Vinci e anche Raffaello stesso.

Stanza di Eliodoro – Gli affreschi di questa stanza sono una sorta di propaganda al Papa, e ognuno dei 4 maggiori dipinti include il ritratto di Papa Giulio II che li aveva commissionati. I visitatori possono notare in particolar modo “La liberazione di San Pietro” che mostra il principe degli apostoli e primo papa, tratto miracolosamente in salvo dal carcere da un angelo mentre le guardie giacciono addormentate.

Stanza dell’Incendio di Borgo Gli affreschi illustrano le aspirazioni politiche e le storie tratte dalle vite dei Papi Leone; in tutti gli episodi il papa assume i tratti del pontefice regnante Leone X. Gli affreschi furono progettati da Raffaello e dipinti dal suo pupillo.

Sala di Costantino La sala, destinata a ricevimenti e cerimonie ufficiali, fu decorata dagli allievi di Raffaello, sulla base di disegni del maestro, morto prematuramente prima della fine dei lavori. Essa prende il nome da Costantino, primo imperatore romano a riconoscere ufficialmente la religione cristiana concedendo la libertà di culto; sulle pareti sono raffigurati quattro episodi della sua vita che testimoniano la disfatta del paganesimo e il trionfo della religione cristiana.”

Questo escursus ci ha preparato, a detta di “Antonino”, per gustare le meraviglie della Cappella Sistina dove, dopo averci ricordato che all’interno della Cappella non è consentito parlare, con l’aiuto di alcuni pannelli illustrati ci ha spiegato i dipinti che si trovano all’interno e ragguagliato sulle sue bellezze.

Siamo quindi entrati in religioso silenzio.

Notevoli le dimensioni della Cappella Sistina: m. 40.50 x 13.20 ed una altezza di m. 20.70. L’affresco maggiore, del Giudizio Universale, è di Michelangelo, quelli alle pareti laterali sono del Perugino, del Pinturicchio, di Botticelli, di Luca Signorelli, del Ghirlandaio ed aiuti. Continuando la visita si raggiunge il Museo Sacro e la Biblioteca Apostolica, la Pinacoteca Vaticana, di cui molte opere sono all’estero dal 1800. Tra le opere esposte ‘Il Polittico Stefaneschi’ di Giotto e aiuti, ‘Redentore benedicente’ di Simone Martini, ‘Madonna con bambino’, ‘Stimmate di San Francesco’ del Beato Angelico e tele di altri autori trecenteschi.

Ancora affascinati dalla visione di quel ben di Dio ci aspettava  un’altra seppur piacevole fatica: la visita alla  Collezione d’Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani che consta di ben 55 sale ed è collocata nell’Appartamento Borgia del Palazzo Apostolico medievale, in due piani delle “Salette Borgia” ed in varie sale sotto la Cappella Sistina.

La Collezione d’Arte Religiosa Moderna  fu voluta ed inaugurata da Papa Paolo VI nel 1973 ed è costituita da circa 800 opere di circa 250 artisti, con i maggiori pittori francesi, tedeschi ed europei ed italiani del movimento Metafisico e Futurista.

Dopo siamo scesi, passando per lo scalone delle autorità, sino all’interno della Basilica di san Pietro dove abbiamo ammirato la Pietà di Michelangelo i mosaici della Basilica l’altare di San Pietro e le tombe Vaticane.

In particolare è stato possibile, seppur brevemente, soffermarsi sulle tombe di Papa Paolo VI , di Giovanni Paolo I e di Giovanni Paolo II e dare uno sguardo alla Cappella del Santissimo e alla Porta Santa e poi in piazza .

La visione del colonnato del Bernini e degli appartamenti papali , sotto uno splendido sole ci ha accompagnato nella sosta all’acquisto di alcuni souvenir e al pranzo in un locale tipico ricavato all’interno delle vecchie mura.

Una sosta meritata.

Ma inflessibile il tempo, scandito dal programma e dal “romano Antonino” ci hanno richiamato alla realtà.

Di nuovo sul pullman  abbiamo iniziato il tour per Roma .

La sagacia di Antonino ha fatto apprezzare, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la bellezza di Roma.

Dobbiamo dire che la sofferenza maggiore era sulle spalle del nostro autista Germano perché Roma è sì una città bella ma  e’impossibile  parcheggiare!!!

Verso il tardo pomeriggio siamo giunti a ridosso del Colosseo.

Scaricati al volo abbiamo potuto ammirarne la bellezza e la maestosità.

Poi di nuovo in pullman con destinazione monte capitolino, ovvero il colle su cui sorge il campidoglio sede del Municipio di Roma  situato di fronte a Piazza Venezia

Germano ci lascia velocemente e se ne va; noi dopo che Antonino ci ha spiegato cosa sarebbe stato utile vedere ci lascia; un “bischero” diremmo dalle nostre parti, ma certamente sapeva il fatto suo e seppur nella brevità della giornata ha saputo coinvolgerci nel clima della città e fornirci aneddoti simpatici che  hanno allargato il nostro orizzonte della conoscenza.

Salutato Antonino a gruppi o singolarmente è stato possibile visitare l’altare della patria il museo del risorgimento il Campidoglio con la scalinata del Buonarotti la colonna Traiana, i fori imperiali, il tempio di Giove e di Ercole la  Chiesa di Santa Maria in Aracoeli, la statua equestre di Marco Aurellio…

La giornata però riservava ancora una piacevole sorpresa: la visita alla Arcibasilica Laterana o Lateranense, meglio nota come San Giovanni in Laterano;  la Cattedrale della diocesi di Roma e la sede ecclesiastica ufficiale del Papa, che contiene la cattedra papale o Santa Sede. È inoltre la prima delle quattro basiliche papali e la più antica basilica d’Occidente. Il suo nome completo è Arcibasilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano madre e capo di tutte le chiese della città e del mondo .

Ad accoglierci nella Basilica vi era sua Eccellenza Mons. Armando Brambilla , Vescovo Ausiliare di  Roma.

Mons. Brambilla, nativo di Cologno Monzese (MI), ordinato sacerdote nel 1977 a Bergamo ha iniziato il suo ministero sacerdotale a Roma dove nel 1994 è stato consacrato Vescovo.

Attualmente  è  Delegato per l’assistenza religiosa negli Ospedali di Roma ,Segretario della Conferenza Episcopale del Lazio e Membro della Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute

Mons. Brambilla, coadiuvato da  un responsabile della Basilica, ci ha illustrato brevemente la storia e le bellezze di questa chiesa.

Successivamente il Console Cattaneo ha donato al Vescovo il gagliardetto del Consolato e il CD con l’inno dei Maestri del Lavoro.

Il Vescovo nel ringraziare e prima di impartirci la sua Benedizione ha ricordato come le chiese e le Basiliche, con i loro affreschi ed i loro tesori erano il simbolo della riconoscenza del popolo a Dio. Il bello era il gesto sublime dell’amore verso il Padre. Senza quelle bellezze oggi non avremmo potuto gustare nulla ed apprezzare il passato e la sua storia.

Al termine della visita e salutato sua Eccellenza Mons. Brambilla siamo ritornati in Hotel dove abbiamo in allegria consumato la cena.

Il dopo cena ha visto alcuni maestri sprint effettuare un tour “Roma by night “con puntata alla Fontana di Trevi (lancio della monetina) Piazza di Spagna, Trinità dei Monti, Via Condotti,  Piazza Montecitorio, Palazzo Chigi e..

3°giorno

Il 9 settembre ci ha visti al mattino di buon ora tutti tirati a lucido ed in abbigliamento da cerimonia.

Dopo una giornata che potremmo definire della religiosità questa  che ci apprestavamo a  trascorrere era quella istituzionale, per il Consolato decisamente di alto valore.

Giunti, nonostante il traffico romano, puntuali all’incontro siamo stati introdotti al Quirinale dal Maestro Francesco Palazzi Responsabile delle Relazioni Pubbliche a livello Nazionale.

Il Dott. Antonio Guarnieri Funzionario del Quirinale ha fatto gli onori di casa spiegando a grandi linee la funzione del Quirinale e porgendo a nome del Capo delle Stato i saluti al Consolato in visita.

Va ricordato che Il Palazzo del Quirinale fu la residenza estiva dei Papi fino al 1870, quando Roma venne conquistata dal Regno d’Italia; divenne quindi la residenza dei re fino al 1946. L’ultimo papa ad abitare il Quirinale fu Pio IX.

Dopo la foto ricordo ( trappo alle rigide regole del Quirinale) siamo stati accompagnati nella visita alle sale del palazzo dal dott. Verdini.

Una guida gentile, preparata e decisamente all’altezza del suo difficile compito.

Va detto che subito all’inizio della visita ha saputo con maestria gestire il tempo di spostamento permettendo a tutti noi di vedere il Capo dello Stato che rientrava da una Cerimonia in città.

Non capita tutti i giorni e a noi, grazie a questo gentile stratagemma è stata concessa questa opportunità.

La nostra guida ci ha fatto percorrere, oserei dire con passo felpato, il salone dei Corazzieri, la Cappella Paolina, le sale di rappresentanza, il Salone delle Feste,  la Loggia d’Onore, la Sala degli specchi per terminare nel Cortile d’Onore.

Una visita intensa seppur nei tempi contenuta, ma decisamente di spessore istituzionale.

Salutati dai Corazzieri alla porta e dai Marinari alla garitta ci siamo quindi portati presso il ristorante nella zona romana dell’Ara Pacis,.

Ancora una volta il momento del pranzo è stato un momento di convivialità e di gioia.

Dopo il pranzo, sempre scanditi e richiamati al programma dall’inflessibilità del Console Cattaneo, accompagnati dal MdL Palazzi abbiamo visitato il palazzo del Senato della Repubblica.

Ci ha accompagnato uno degli addetti responsabili  (Claudio Petrucco) che ha saputo seppur in un senato ancora in fase di ristrutturazioni e non in attività, farci cogliere l’essenza della sua storia e l’importanza istituzionale che riveste.

Proprio grazie ad un Senato ancora “in ferie” è stato possibile visitare l’aula in cui si svolgono i lavori  e per alcuni di noi la possibilità, per un attimo,  di sedersi sugli scranni di qualche Senatore.

“La storia dell’attuale sede del Senato inizia sul finire del XV secolo, sotto il pontificato di Sisto IV, nei tempi in cui Roma da borgo medievale si apprestava a divenire una città moderna. Successivamente il palazzo entrò in possesso della famiglia Medici quando il cardinale Giovanni de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico e futuro Papa Leone X, che prima vi abitava in affitto, lo acquistò a rate nel 1505.

Dopo la cacciata della famiglia Medici da Firenze Giovanni, ormai diventato Leone X , ne fece la sede romana dell’influente famiglia,. Alla morte di Leone X, nel 1521, palazzo Madama venne assegnato a suo cugino Giulio de’ Medici, che vi aveva lungamente abitato prima di diventare papa con il nome di Clemente VII. Vi soggiornò spesso Caterina de’ Medici, futura regina di Francia  . Ma colei che doveva legare il suo nome al palazzo fu Margherita d’Austria, soprannominata la Madama, che, rimasta vedova del primo marito Alessandro de’ Medici nel 1537, sposò in seconde nozze Ottavio Farnese e soggiornò a lungo nel palazzo: fu allora che esso assunse il nome che ancor oggi conserva.  Nel 1755 il palazzo fu acquistato da papa Benedetto XIV (il cui stemma campeggia ancora sull’ingresso principale) e divenne così un palazzo pubblico dello Stato Pontificio. La storia dello Stato della Chiesa volgeva ormai al termine e di lì a poco meno di un ventennio il Palazzo avrebbe ospitato il Senato del Regno d’Italia: la decisione assunta nel febbraio del 1871 fu resa operativa a poco più di un anno dalla breccia di Porta Pia (il Senato del Regno si riunì per la prima volta il 28 novembre 1871) “

Al termine della visita siamo ritornati verso il pullman e dopo alcune peripezie stradali siamo giunti in tarda serata alla destinazione alberghiera presso la città di Pisa.

Il  tempo necessario per deporre i bagagli e poi tutti a cena.

Il dopocena ha consentito di effettuare, per coloro che ne avevano il desiderio e la forza,  un giro notturno per la città, al ponte sull’Arno, alla movida studentesca, finché la stanchezza ha preso il soppravvento.

4°giorno

L’indomani mattina 10 settembre dopo una buona e lauta colazione tutti in piazza dei Miracoli dove una guida, nonché Maestra del Lavoro ci ha accompagnati nella visita al Battistero e al Duomo.

Il Battistero di Pisa, dedicato a San Giovanni Battista, s’innalza di fronte alla facciata ovest della Primaziale, nella Piazza del Duomo, vicino al Camposanto monumentale e alla Torre pendente.

È il più grande battistero in Italia: la sua cupola è coperta da tegoli rossi verso il mare e da lastre di piombo verso levante, l’interno, sorprendentemente semplice e privo di decorazioni, ha inoltre una eccezionale acustica.

La fonte battesimale ottagonale al centro è datata al 1246 e fu costruita da Guido Bigarelli da Arogno allora appartenente alla diocesi di Como. La scultura bronzea di San Giovanni Battista al centro del fonte è opera egregia di Italo Griselli. Mentre il pulpito fu scolpito fra il 1255 e il 1260 da Nicola Pisano, padre di Giovanni Pisano.

All’interno del Battistero è stato possibile apprezzare la sua acustica tramite l’ascolto di vocalizzi effettuati ad arte da un addetto preposto a questa dimostrazione.

Con uno strappo alla regola (ma  in questi giorni gli strappi per noi erano diventate regole) abbiamo potuto apprezzare il melodioso canto, seppur sommesso e sottovoce del maestro Guarnieri

Abbiamo quindi visitato il  Duomo di Santa Maria Assunta, al centro della omonima piazza,che è la cattedrale medievale di Pisa nonché chiesa Primaziale.

Capolavoro assoluto del romanico, in particolare del romanico pisano, rappresenta la testimonianza tangibile del prestigio e della ricchezza raggiunti dalla Repubblica marinara di Pisa nel momento del suo apogeo.

L’edificio che in origine era a croce greca con all’incrocio dei bracci una grossa cupola, oggi è a croce latina a cinque navate con abside e transetto a tre navate: all’interno suggerisce un effetto spaziale simile a quello delle grandi moschee islamiche, grazie all’uso di archi a sesto rialzato o a sesto acuto, all’alternanza di fasce in marmo bianco e nero e all’insolita cupola ellittica.

La presenza dei due matronei rialzati nelle navate, con le solide colonne monolitiche di granito, è un chiaro segno di influenza bizantina.

Al suo interno il famoso lampadario per incenso al centro della navata è detto di Galileo, perché la leggenda vuole che il grande scienziato abbia formulato la teoria sull’isocronismo del pendolo guardandone l’oscillazione dal soffitto della navata. L’originale, diverso e molto più piccolo, però si trova oggi nella cappella Aulla in Camposanto.

Al termine della visita siamo usciti di nuovo nella piazza dove è stato possibile ammirare nella sua magnificenza e straordinarietà la famosa “torre “

La cosiddetta torre pendente di Pisa (chiamata semplicemente torre pendente o torre di Pisa) è il campanile del duomo di Pisa, nella celeberrima omonima Piazza del Duomo di cui ne è il monumento più famoso per via della caratteristica pendenza.

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Si tratta di un campanile a sé stante, alto circa 56 metri e costruito nell’arco di due secoli, tra il dodicesimo e il quattordicesimo.

Pesa 14.453 tonnellate, predomina la linea curva, con giri di arcate cieche e sei piani di loggette.

La sua pendenza è dovuta ad un leggero cedimento del terreno verificatosi già nelle prime fasi della costruzione.

L’inclinazione dell’edificio attualmente misura 5°30′ rispetto all’asse verticale.

La torre di Pisa rimane in equilibrio perché la verticale che passa per il suo baricentro, cade all’interno della base di appoggio

Un giro per le bancarelle o per i vicoli,  un’ultima foto ricordo e quindi a pranzo in un caratteristico ristorante.

E’ doveroso a questo punto un ringraziamento al Maestro Ballabio che con pazienza e dedizione ha svolto il difficile ruolo di fotografo usando con maestria “la macchina del Capo”

Al termine della fatica,  con il  gruppo che si era consolidato ed affiatato, il pranzo che ne è seguito  è stato il momento conviviale di maggior successo con portate ottime e vino superiore

Il Console sempre vigile ed attento osservava con stupore (ma con malcelata soddisfazione) il passaggio delle bottiglie tanto che ad un certo punto, lasciato il suo generale aplomb, si è unito ai canti ed ai brindisi tra i tavoli.

Era quasi un peccato alzarsi da quel desco allegro e simpatico.

Ma il tempo è tiranno e la strada era ancora lunga.

Con un po’ di nostalgia siamo risaliti sul pullman direzione Monza dove siamo arrivati all’incirca verso le ore 20.

Che dire?  una meravigliosa esperienza che ha affrancato amicizie in atto e fatto generare rapporti tra coloro che non si conoscevano. Non uno screzio né una sbavatura.

Un grazie a tutti per la loro partecipazione e da parte mia un grazie particolare per l’occasione che mi è stata data di conoscervi ed apprezzarvi.

MdL Roberto Tenedini

n.b. I riferimenti storici ed artistici relativi ad opere e  monumenti citati, sono stati elaborati dai siti dedicati in materia.

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